venerdì 27 aprile 2007

Al divo Giulio

Vorrei iniziare facendo un paio di premesse doverose. Questo blog è aperto a tutti e tutti hanno la piena libertà di fruirne, di rispondere e di criticare gli autori degli articoli. Detto questo mi farebbe piacere in quanto persona sensibile alla buona educazione ed al civico confronto che si evitasse di sbeffeggiare gli autori quando non se ne condivide la posizione ma, piuttosto, ci si sforzasse di produrre critiche impersonali e produttive. Non siamo bambini all’asilo e non siamo più neanche al SID. Si suppone che le persone adulte, non solo dal punto di vista anagrafico, abbiano ormai superato la necessità di esternare le proprie idee con certi atteggiamenti che giudico fastidiosi e superflui ai fini della discussione.
Anyway..
Il Wi-Max è indubbiamente una tecnologia che avrà un impatto rilevante se si considera il relativo rapporto costi-ricavi. È una tecnologia che a fronte di un servizio esteso, la copertura garantita, sottintende una rete infrastrutturale contenuta, nei costi e nell’impatto ambientale. Si stima che 5 miliardi di euro basterebbero a garantire la totale copertura al nostro paese.
Queste sue caratteristiche ne fanno un’ottima risposta al cosiddetto digital-divide e soprattutto ne consentono l’applicazione a paesi le cui reti telematiche sono ancora in via di sviluppo. Probabilmente non costituirà la priorità in paesi segnati da problemi ben più basilari ma rappresenta una tecnologia effettivamente a disposizione che potrà essere utilizzata quando ce ne sarà la possibilità. Sempre meglio che essere condannati all’esclusione semi-perpetua dal mondo digitalizzato. Condivido poi l’osservazione di Silvia che ne prospetta una maggiore diffusione nei paesi diciamo del secondo mondo, per loro si prospetta la possibilità di saltare una fase intermedia e di pensare direttamente al wi-max senza passare per la rete telefonica. Probabilmente non sarà il Wi-Max a produrre una nuova rivoluzione industriale e non creerà milioni di posti di lavoro, ma forse qualche migliaio sì, e consentirà l’accesso a quantità massicce di quella che è la base del vero potere, la conoscenza.

Roberto

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Roberto,ti rendi conto che io ho sostenuto le miei critiche giustificandole. L'articolo invece decanta il WiMax senza dare basi solide a tali considerazioni.
Poi penso che tu ti renda conto che criticando le mie critiche passi dalla parte del torto... scusa ma sei tu che mi sbeffeggi, basta il titolo del blog a dirla tutta.
Per quanto riguarda il WiMax, se parliamo di secondo mondo allora le cose cambiano, però consideriamo paesi dove la rivoluzione dei servizi è già iniziata o dove ci sono le basi di start-up, know how tecnologico e conoscenza dell'inglese.
Ti assicuro che il WiMax non rivoluzionerà la diffussione della conoscenza come dici tu. In Cina ci sono le infrastrutture per diffondere internet in maniera capillare, ma i siti rimangono filtrati, poi rimane sempre il problema di poter accedere a monte alla risorsa (computer, inglese, informatica etc.).
Se parliamo di secondo mondo allora la conoscenza è sicuramente un potere, per quanto riguarda il terzo e il quarto (osserva che uso secondo terzo e quarto in un quadro contemporaneo e non classico di secondo URSS e terzo non allineati, ma nell'ottica dello sviluppo industriale ed economico), ti assicuro che, pur essendo banalissimo, i problemi sono diversi. Se posso permettermi, anche la tua chiusura è un po' banale, quindi non mi vergogno della mia banalità.
Saluti Giulio

Anonimo ha detto...

Vorrei far notare che vengo sbeffegiato anche da Silvia. Tanto a dovere di cronaca. Quindi continuo a dire che fai male a criticarmi così pubblicamente. Sei di parte e maleducato. Mandami l'account e la password e permettimi di postare anche a me le miei critiche, sarebbe democratico.

Anonimo ha detto...

Allora, a parte il fatto di esserme arrogato il diritto di averti replicato in pubblico, io, lo sottolineo nuovamente, non ho criticato le tue critiche di merito all'articolo, bensì il tono e la forma della critica dal quale sembrava palese che ritenessi un cretino chi l'aveva scritto. E questo non mi va bene. Per il resto se, anche a ragione, ritieni che lo spessore degli articoli non sia all'altezza fai bene a sottolinearlo, ci stimolerà a fare del nostro meglio, ma faccio un bagno d'umiltà e ti dico che siamo, ovviamente, dei veri e propri principianti che cercano di fare del loro meglio. Comunque voglio ripeterlo ancora, non è la sostanza di quello che dici, ma certamente il modo in cui l'hai fatto. Diciamo che abbiamo dato un po' di pepe al nostro blog..

Roberto

PS non mi pare che la Silvia sia stata maleducata nei tuoi confronti

PPS se parli della Cina è ovvio che si pone il problema della libertà d'accesso, ma la Cina è un caso limite essendo una delle ultime dittature comuniste esistenti oggi.

Anonimo ha detto...

Lo scopo di questo blog non è quello di postare contro qualcuno, semmai quello di introdurre tesi o idee anche in netto dissenso rispetto a quelle già esposte. Ai commenti l'ardua sentenza sulla bontà del ragionamento.
Le critiche di Giulio al mio articolo, che reputo bolse e palloccolose, sono comunque motivo di riflessione. Le argomentazioni apportate hanno arricchito la discussione tanto quanto la parte destruens l'ha indebolita. Mi pare evidente che Giulio sia stato criticato soprattutto per il tono che ha usato. Detto questo, chiunque Giulio è libero di esprimere le sue considerazioni.Ben venga la dialettica positiva.

Colgo quest'occasione per rimembrare a tutti, me per primo, che il libero confronto è un ottimo plus che questo blog vorrebbe conservare.

Guglielmo