martedì 24 aprile 2007

Il caso Telecom

L’Italia si trova ancora una volta faccia a faccia con una crisi che investe un’azienda importantissima per l’economia italiana e per la stessa struttura dello stato quale agglomerato economico-politico e sociale. La rete dei ripetitori di cui telecom è proprietaria è stata giustamente definita il sistema nervoso del paese. È attraverso questa rete, che doveva essere scorporata da telecom al momento della sua privatizzazione, che viaggiano ogni giorno e ogni ora i messaggi degli italiani, le loro parole, i loro comandi e le loro richieste. Per non parlare dell’accesso a internet sempre garantito dalla rete. I messaggi in questione non sono solo gli sms degli innamorati o le telefonate agli amici per incontrarsi al bar.
Milioni di informazioni sensibili riguardanti scelte economiche e politiche viaggiano ogni giorno sulla rete. Le interazioni tra le varie componenti dello stato viaggiano allo stesso modo. Addirittura gran parte delle comunicazioni interne alle forze armate utilizzano questo stesso canale. Un canale che dunque svolge una funzione preziosa e delicata, di grande responsabilità. È quindi evidente che sarebbe auspicabile che tale canale rimanesse in mani italiane, magari private, meglio pubbliche, ma sempre italiane. Poco importa se saranno i sudamericani di Télefonica o gli statunitensi di AT&T e vendere cellulari e tariffe telefoniche in Italia. Viva il mercato e viva la libera concorrenza. Ma, per cortesia, proteggiamo il nostro “canale”. L’integrità e la sicurezza del paese hanno poco a che vedere con la l’apertura o meno ai capitali stranieri.
Ah.. dimenticavo, grazie a chi ha gestito in modo a dir poco opinabile la privatizzazione di Telecom, grazie Romano, per fortuna che ci sei tu a salvare l’Italia!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Concordo con Gamba. Il problema è nella gestione completamente irresponsabile delle privatizzazione (vabè alla fine Prodi di guai con le aziende statali ne ha sempre fatti), benissimo il via libera ai capitali stranieri ma con un occhio di riguardo per certi settori sensibili.