Primi forti segnali in direzione PD. Con i congressi DS e DL si è intrapresa la strada verso la nascita della nuova formazione poltica. L'obbiettivo non è il mero superamento dei due partiti che hanno fatto la storia della politica italiana (DC e PCI), bensi la loro fusione. Il nuovo soggetto, cosi come prefigurato, riunisce buona parte dell'elettorato di centro sinistra avvicinandolo a posizioni più moderate. All'interno dell'area progressista la prima conseguenza sarà quindi un avvicinamento verso il centro, che dovrebbe favorire l'ala riformista del nuovo partito. In questo modo il PD lascia ampi margini di manovra a sinistra. Qualora le sinistre si riunissero, potrebbero avere l'occasione di spostare verso di se l'asse dell'intero sistema politico italiano. Mentre in Francia assistiamo ad una deriva a destra dell'elettorato, su stessa ammissione di Sarkozy, in Italia sta avvenendo l'opposto. Alleanza NAzionale lavora per entrare nel PPE e di conseguenza sta tagliando i vecchi legami con le forze antisistema dell'estrema destra. A sinistra invece i rapporti con i movimenti non solo non vengono ripudiati, ma anzi sono ricercati. Cosi mentre i progressisti mirano ad una linea politica moderata la sinistra alternativa, libera da vincoli partitici, mira a coinvolgere i no-global. Il paradosso in cui rischia di cadare il PD fin dalla sua nascita è quello dei numeri : se non supererà la soglia del 35 % sarà in balia della sinistra alternativa nonostante gli sforzi per attirare l'elettorato moderato.
Guglielmo
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1 commento:
Piena sintonia con quel che dice GU sul PD. Condivido la paura di un possibile ricatto da parte della sinistra extra PD.
Aggiungo il mio personale timore di un confronto duro sui temi etici per i quali è evidente la distanza fra le posizioni dell'anima centrista/cattolica e le posizioni degli ex DS.
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