lunedì 2 luglio 2007

Siviglia meglio di Friburgo

A Siviglia sono i raggi del sole, riflessi dagli oltre 600 pannelli a specchio - ognuno di 120 metri quadrati di superficie - a produrre elettricità. L'impianto in funzione da due mesi a Sanlucar la Mayor, alle porte di Siviglia, è il primo pezzo del più grande progetto di energia solare d'Europa. Ad oggi fornisce elettricità sufficiente per 6 mila case. Nel 2013, quando saranno completati gli altri 8 impianti previsti, la centrale di Sanlucar sarà in grado di accendere i frigoriferi ed i condizionatori di tutte le 180 mila case e i 600 mila abitanti di Siviglia. Senza un alito di di anidride carbonica. La tecnologia in azione nella campagna ad ovest della capitale andalusa è vecchissima ed anche piuttosto semplice. Ma quello che rende inedito Sanlucar è che, per la prima volta, la tecnologia a torre del del solare termico viene sfruttata in forma non sperimentale, ma commerciale. Quanto costa? Non pochissimo. A costruire la centrale è Abengoa (società della galassia Endesa) che, con l'aiuto di generosi sussidi pubblici e statali, investirà a Sanlucar 1,2 miliardi di euro. Una cifra cospicua, in relazione al volume finale di produzione, per impianti con una vita media di 25 anni, contro i 40 di una centrale tradizionale. Produrre la stessa quantità di energia con il gas, ad esempio, sarebbe costato meno. Gli esperti del dipartimento dell'Energia americano calcolano che il chilowattora generato da combustibili fossili costi, tendenzialmente, meno di 10 centesimi di dollaro. Mentre quello del solare termico, secondo la Schott, un'azienda tedesca che produce impianti solari, fra i 15 ed i 17 centesimi di dollaro. Questa cifra può però scendere, oltre che con innovazioni tecnologiche, anche con economie di scala. Ecco perchè è importante che Sanlucar sia grande. Alla fine saranno 9 gli impianti: un campionario delle varie tecnologie solari ed il risultato finale sarà una potenza complessiva di 300 megawatt. Esattamente la potenza che gli esperti, come Fred Morse, giudicano necessaria ad avviare economie di scala, nell'immagazzinamento e nel trasporto di elettricità. L'asso nella manica di Sanlucar è però che la sua produzione consentirà di evitare l'emissione di 600 mila tonnellate l'anno di CO2. Con le regole di Kyoto e la possibilità di vendere sul mercato i proprio risparmi di anidride carbonica, oggi il diritto ad emettere una tonnellata di anidride carbonica vale circa 20 euro. Le 600 mila tonnellate di Sanlucar varrebbero quindi 12 milioni di euro l'anno. Nei 25 anni di vita dell'impianto, un quarto dell'investimento iniziale. Quando questi conti saranno entrati nei bilanci delle aziende, quella di Abengoa apparirà meno come una scommessa. Ma la surreale torre di Sanlucar non sarà ugualmente la ricetta-miracolo della nuova energia, capace di risolvere tutti i problemi. Le principali fonti alternative rispondono bene a necessità di picco ma non sono in grado di fornire energia 24 ore al giorno, 7 giorni la settimana. Quando c'è poco sole o poco vento, si produce anche poca elettricità. La notte, a Siviglia, Sanlucar non serve. I tecnici di Abengoa, per adesso, sono in gradi di immagazzinare vapore per un'ora dopo il tramonto. Poi basta. Resta comunque l'insinuarsi di un pensiero...e se ne si realizzasse una nell'Italia meridionale?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

L'articolo è molto interessante anche se il suo interesse è offuscato dall'uscita nelle sale del film dei Trasformers. Prodigio della computer graphic e degli effetti speciali, per nostalgici e non.

Anonimo ha detto...

Hai ragione il film dei trasformers era molto bello. Comunque bellino anche l'articolo. Però più bello il film.