lunedì 22 ottobre 2007

Assaggi di Spinelli

Due gemelli possono bloccare 25 Stati


“La vera battaglia inizia in casa: il male è dentro l’Europa, ed è letale e contagioso. Le periferie dell’Est sono le nostre marche di confine, da quando la comunità s’è allargata, e questa loro condizione - l’esser baluardi orientali dell’Unione le rende determinanti in politica estera e militare. Sono i governi dell’Est a decidere come e se l’Europa comincia a negoziare con il retroterra russo. Sono loro a influire sui rapporti con Washington, a meno d’un tempestivo chiarimento”.“Chi vive nel cuore dell’Unione ha meno preoccupazioni politiche e strategiche di chi presidia le frontiere: questo è il dato da cui conviene partire quando si esamina quel che succede a Varsavia, Bratislava, Budapest, Bucarest, nei Baltici. Il bisogno d’America che essi esprimono è un mezzo per impantanare l’Europa con tre armi: il nazionalismo, l’appello al cristianesimo, la politica dei valori”. Il caso Polonia è il più significativo, ma il suo esempio fa scuola. “Da quando i gemelli Kaczynski sono al potere Varsavia è precipitata in un nazionalismo prevaricatore e religioso. Una dopo l’altra, le istituzioni indipendenti sono state politicamente asservite (Banca Centrale, Corte costituzionale,Vigilanza sull’audiovisivo). Il regolamento dei conti secerne oggi la più vendicativa delle epurazioni. Un neofascismo che usa la politica dei valori per imporre società chiuse, ostili alle diversità: per colpire chi difende gli omosessuali, chi avversa la pena di morte, chi si schiera per un’Europa che i Kaczynski considerano atea, permissiva, materialista, decadente moralmente. È in nome delle radici cristiane che i gemelli si ergono contro un’Unione sovrannazionale, e legittimano l’arbitrio nazionalista: chi in Europa occidentale inalbera bellicosamente i Valori, ha interesse a vedere quel che succede qui.” I grandi nemici dei Kaczynski sono la Russia ma anche la Germania accusata di furia egemonica: le due nazioni sono messe sullo stesso piano. “Ambedue le potenze si spartirebbero l’Europa centrale e minaccerebbero, come in passato, la sopravvivenza polacca. Paralizzata com’è, l’Europa di oggi non ha tuttavia strumenti d’intervento: né istituzionali né culturali. Non ha neppure volontà di capire”. È tormentata dal falso dibattito sulle radici cristiane, non osa difendere una laicità vitale per sé e per la democrazia polacca. “A bloccare l’Europa è la stasi istituzionale, ingovernabile da quando l’Unione è composta di 27 Stati: sulle decisioni cruciali occorre l’unanimità, e al veto gli orientali s’aggrappano rabbiosamente, perché il diritto di nuocere e interdire dà loro lo smalto di mini-potenze. Smalto fittizio, ma pur sempre smalto”. “Il deputato europeo Maciej Gyertich ha pubblicato un pamphlet antisemita, edito dal Parlamento europeo (Guerra delle civiltà in Europa: gli ebrei, «biologicamente differenti», avrebbero scelto volontariamente i ghetti)”. La Carta dei Diritti potrebbe essere uno strumento europeo: ma non è vincolante senza approvazione della Costituzione. È sperabile che Kouchner si batta per non estrometterla dal mini-trattato che sarà presentato in Parlamento. “Quasi nessuno di questi Paesi entrerebbe oggi nell’Unione: né la Polonia né l’Estonia, che critica non senza motivi Putin ma che smantella provocatoriamente monumenti ai morti dell’ultima guerra e vieta alle consistenti minoranze russe (40 per cento della popolazione) una cittadinanza che dovrebbe esser normale (lo stesso accade in Lettonia)”.Un ottimo articolo di Piero Sinatti, sul Sole-24 Ore, spiega bene come la Polonia rischi, bloccando il negoziato euro-russo, d’impedire che una risoluta politica comune nasca. L’emergenza veto dovrebbe ricordare qualcosa ai polacchi. “Quando introdusse il liberum veto, nel XVII secolo, la Polonia preparò la propria rovina: ogni deputato della Dieta poteva interrompere sessioni e decisioni con le parole «Non permetto». Nel secolo successivo sarebbe scomparsa dal continente. È grave che oggi Varsavia usi la stessa carta per far scomparire l’Europa, nell’illusione di salvarsi come finta nazione sovrana”.

da LaStampa

PARALLELISMI RINASCIMENTALI

Anno del Signore 1497.

Da qualche tempo ormai,dal pulpito fiorentino di San Marco,
Savonarola predicava,con strepitosa e straripante violenza, a
favore di una radicale riforma della Chiesa denunziando i
corrotti costumi del clero e della Casta(scusate...Curia) Papale.
Il frate sosteneva che Alessandro VI, il Borgia, uno dei papi
nepotisti più discussi tra quanti salirono il soglio pontificio,
avesse fatto di Roma una Sodoma rediviva; facendo riferimento,
non sò quanto velatamente, al gran consigliere Papale, nonché
gran cerimoniere, Cardinal "Sircano" Chigi.
Le prediche del "Grillo Ululante"(così l'avevano ribattezzato) si
fecero sempre più infuocate,tanto che Alessandro VI, dopo aver
tentato di ammansirlo con l'offerta di un cardinalato,ruppe gli
indugi e lanciò la scomunica.
Le pretese del frate "ululante" erano non ben definite(arbitrarie
direi) perché attaccare Alessandro,e chiederne l'allontanamento
mediante concilio ecumenico, avrebbe significato abbattere le
fondamenta stesse della Chiesa,i suoi Dogmi, i suoi principi
immutabili e tali da garantire la Solidità della Chiesa nei secoli
dei secoli,e poi ancora nei secoli, Amen.
Quello che il Savonarola "obiettava" al Borgia era che egli
avesse conquistato,anzi acquistato,il potere Papale con la
simonia, avendo a piene mani in conclave distribuito agli
elettori cardinali privilegi d'ogni genere : incarichi, denaro,
ducati, abbazie, palazzi...
Tra i cardinali che presenziavano tale mefitico conclave, in
assoluto il più ributtante che la storia della Chiesa abbia mai
potuto vantare, spiccavano :
Cesare "Massimo" Borgia, ambiziosissimo figlio di Alessandro,
al tempo dell'elezione cardinale, in seguito "scardinalizzato"
dal padre e divenuto Ministro d'Italia "in pectore" per lo
Stato Pontificio;
L'eccellentissimo Cardinal Battista Orsini che per non recare
ritardo al Gran Palio,che si teneva nell'allora ducato d'Imola,utilizzò,
a bella posta e con figliuolo al seguito, la ben fornita carrozza
Papale con tanto di puro-sangue arabi(quindi infedeli)al morso.
Non bisogna dimenticare che all' Emiliana Cavalcata Papale
prese parte la bellissima figlia di Alessandro,Lucrezia "Rutella"
Borgia, almeno lei autorizzata, che avrebbe dovuto recar visita
al Signore di Bologna, cioè patteggiare il suo quarto matrimonio
d'amore in cinque anni. Qualcuno sosteneva che l'ultimo figlio
di Alessandro,Giovannino, fosse il frutto di un amore incestuoso
tra Lucrezia e il papà-Papa ( il che faceva decuplicare il peccato).

I benefici scorrevano impetuosamente, come fiume in piena...
Alessandro Farnese, essendo fratello della bella Giulia Farnese
(l'amante per eccellenza di Papa AlessandroVI), riceveva a
venticinque anni il cappello rosso, e veniva chiamato Cardinal
Gonnella per essere salito tanto in alto proprio "grazie alle
grazie" della sorella adultera.
Come dimenticare l'eminentissimo Cardinal "Dino" Colonna
che,insieme ad un gruppo di facinorosi cardinali insoddisfatti,
faceva mancare l'appoggio politico ad Alessandro in uno dei
suoi passaggi più delicati. Dal suo maniero fiorentino,tal fatta
di cardinale, minacciava :<secondo coscienza...>> mentre da qualche mese già strizzava
l'occhio al più fiero oppositore di Papa Alessandro : il Cardinal
Giuliano della Rovere (che veniva ovviamente da Arcore...)
...

Anno del Signore 2007
Insomma : il Savonarola "ululante" non aveva poi tutti i torti :
Roma si era trasformata in un postrìbolo, in un lupanare...
Le assonanze con i nostri tempi sono a dir poco assordanti, mai
un periodo storico ha modellato uno scenario politico con tanta
demoniaca nettezza.
Non mi permetto di dar giudizi né di far previsioni, c'è la Storia,
lei sarà la mia guida...
Il Savonarola venne bruciato in piazza della Signoria a Firenze
(al secondo tentativo,il giorno prima un acquazzone lo salvò);
qualche anno dopo il Santissimo Vicario di Cristo in terra,nonché
padre di undici figli (qualcuno all'epoca sosteneva che ne avesse
sparsi in terra una ventina,dei quali quattro adottati e quindi
riconosciuti tali) Alessandro VI dovette rimettere il mandato al
Creatore : causa infarto. Il conclave,riunito in fretta e furia,
acclamò come Papa l'acerrimo nemico dei Borgia,Giuliano della
Rovere(si sa,per la legge dell'alternanza...).
Passato al secolo come Papa Giulio II,il cardinal della Rovere,
come primo atto del suo pontificato, tentò di organizzare, in
combutta con Luigi XII di Francia, una crociata anti-turchi
(sarebbe stata la nona...). Fortunatamente non se ne fece nulla.
George Orwell,pensatore e scrittore del XX secolo,amava ripetere
ai suoi cari : <<>>.
Aveva maledettamente ragione.

Un osservatore Privilegiato

BENETTON A LES BULLES - Treviso e Madrid alla conquista degli aeroporti

Sulla scia di ASSAGGI DI DAL BONI 22 GIUGNO

Gemina,che ha in pancia Adr, passa dai Romiti ai Benetton. La famiglia di Ponzano con l’acquisto del 31,5% di Investimenti Infrastrutture,azionista al 23,9% della finanziaria milanese in mano al fondo Clessidra, sale al 95,5% di Investimenti Infrastrutture. Grazie a II i Benetton e Claudio Sposito (Clessidra) entrarono in Gemina a fine 2005. Gemina,ad oggi, attraverso la controllata Leonardo, detiene il 95,76% di Adr.Clessidra ha ceduto la propria quota in Gemina a Sintonia, la holding delle infrastrutture del gruppo Benetton. Con l’acquisto della quota in mano a Clessidra, Sintonia diventa il primo azionista di Gemina. All’interno di Investimenti Infrastrutture rimane, insieme ai Benetton, solo Capitalia. Gemina ha perfezionato l’acquisto del 44,68% di Adr, per 1.237 milioni, dal gruppo australiano Macquarie. L’acquisto delle quote di Adr è stata realizzata, con il contestuale pagamento della somma prevista, dalla controllata Leonardo. La quota del 44,68% ceduta da Macquarie corrisponde all’intera partecipazione detenuta dagli australiani. Dopo la compravendita, Leonardo detiene il 95,76% del capitale di Adr. I Benetton concentreranno in Sintonia il 100% di Investimenti Infrastrutture: anche la quota in mano a Capitalia dovrebbe essere rilevata. Ponzano accresce, così, il suo peso nel settore aeroportuale, dove è già socio di maggioranza relativa degli scali di Torino e Firenze. I prossimi passaggi saranno la dismissione delle partecipazioni non strategiche, come l’1% di Rcs. Dopo l’estate, invece, è atteso l’accorciamento della catena di controllo di Adr con l’eliminazione di Leonardo, la subholding controllata al 100% da Gemina. Si deve poi ricordare che l’Aena, ente pubblico che gestisce gli aeroporti spagnoli, ha prorogato fino al 31 dicembre 2009 le concessioni di Aldeasa, joint venture paritetica tra Autogrill e Altadis, per l’esercizio delle attività di retail e duty free in 14 aeroporti, scadute a fine 2006.