Tornano i vecchi tempi
Tornano i vecchi tempi, un misto di anni ’60 ed anni ’80: la Russia punta i suoi missili nucleari sulle maggiori città europee e gli USA minacciano l’equilibrio strategico progettando articolati scudi spaziali. Sembra finita l’era della (finta?) collaborazione tra i due ex grandi nemici. Ripresasi dallo sconquasso rappresentato dallo smembramento dell’Unione Sovietica e dal crollo della sua cinquantennale sfera d’influenza la Russia torna a mostrare i denti. Il gigante non ci stà a dover guardare zitta zitta gli americani costruirle un sistema di intercettazione missilistico a ridosso delle sue frontiere, proprio sul suolo degli odiati polacchi e della Repubblica Ceca. Il clima di collaborazione e d’amicizia che aveva contraddistinto le relazione tra i due paesi negli ultimi dieci e passa anni sembra si stia dissolvendo anno dopo anno. Prima la guerra in Irak, poi la crisi sul nucleare iraniano ed oggi il riproporsi dell’annosa questione missilistica. Washington afferma di voler costruire lo scudo per difendersi da eventuali minacce provenienti da paesi quali l’Iran e la Corea del Nord, peccato che i missili nord-coreani non possano raggiungere l’Europa e che quelli iraniani possano colpire solo aree dell’Europa sud-orientale, mentre lo scudo dovrebbe essere costruito molto più a nord. I sistemi anti-missile hanno la capacità di intercettare il vettore nemico quasi solamente se questo si trova in fase ascensionale mentre diviene praticamente impossibile colpirlo in fase di caduta. Per fare ciò è necessario che il sistema anti-missile sia posizionato a ridosso delle basi di lancio nemiche.. basi russe..
È quindi giustificata la reazione della Russia che non ci stà a vedersi minacciata da un apparato che potrebbe alterare gli equilibri di forza in campo nucleare in Europa. In realtà in gioco si trova una questione molto più importante dei rapporti di forza nucleari, anzi, essi ne rappresentano solamente il riflesso, la propaggine più vistosa e simbolica. In realtà in gioco c’è il ruolo della Russia in Europa e soprattutto i confini della sua influenza. Dalla sua nascita nel XVIII sec. fino ad oggi la Russia ha implementato una politica di espansione ad ovest che ha visto il proprio apice nell’assetto scaturito dalla fine della II guerra mondiale quando la cortina di ferro si stendeva da Stettino a Trieste (pur considerando la singolare posizione Jugoslava). Col crollo dell’Urss e l’espansione di NATO ed Unione Europea la Russia ha “perso” nel giro di pochi anni gran parte dei propri satelliti europei. Resistono la dittatura Bielorussa e l’Ucraina, molto in bilico, dove la rivoluzione arancione non ha portato all’uscita del paese dall’orbita russa. Oggi la Russia si propone di arrestare l’erosione della propria sfera di influenza, di riappropriarsi completamente del proprio ruolo di grande potenza, offuscato in precedenza dalla crisi economico-istituzionale degli anni ’90, e di ostacolare il progetto americano di essere l’unica vera super-potenza. Gli strumenti a sua disposizione sono molto semplici ed efficaci, in perfetto stile russo-bolscevico, il gas e le armi nucleari. L’approvvigionamento di gas russo rappresenta una sorta di cappio al collo per l’Unione Europea e la (rinnovata) capacità nucleare russa inficia le velleità statunitensi di superiorità globale. Forse sarà proprio la Russia uno dei maggiori protagonisti del XXI secolo, e non la Cina. La Russia, un paese dallo sterminato potenziale in termini di risorse, la seconda potenza nucleare al mondo, seconda solo agli USA in campo spaziale forse vivrà nei prossimi anni una nuova era di grandezza geopolitica. Risulterà cruciale il rapporto che la Russia instaurerà con l’UE. In Europa solo la Germania si permette di fare la voce grossa coi russi, mentre gli altri stanno a guardare. Purtroppo solo una politica concertata a livello continentale potrà spostare gli equilibri di forza dal campo russo a quello europeo. La Russia ha bisogno dell’Europa quanto l’Europa delle risorse russe ma nessuno “mollerà l’osso” tanto facilmente. Tre secoli non sono bastati a modellare definitivamente i confini tra il mondo europeo e quello russo, non aspettiamoci soluzioni rapide e non crogioliamoci nell’idea che “certe logiche” facciano parte esclusivamente di un mondo passato. Be careful.
martedì 5 giugno 2007
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4 commenti:
Certamente si sta delineando una nuova fase della partita USA-Russia che per una decina di anni si è solo interrotta. Bill e Boris erano riusciti a distendere gli animi, ma ora siamo tornati ai vecchi sistemi, è chiaro: agenti segreti, omicidi di stato, libertà di stampa violata, golpe pilotati dall'esterno e minacce militari. Negli anni novanta era chiaro, l'URSS aveva perso la partita. Ora l'orso sta cercando di rialzare la testa e di sta attaccando alle uniche cose che le sono rimaste: armi ed energia.
Riuscirà la Russia ad influenzare le decisioni dei politici e a determinare il corso della storia in Europa? Penso di si, se l'Unione non riuscirà, in tempi brevissimi, a trovare nuove fonti energetiche e a promuovere democrazia e un'economia di mercato nei paesi dell'ex Patto di Varsavia.
e se la Russia diventasse la fonte energetica cinese?
Adesso il dragone sta colonizzando l'Africa ma se decidesse di far arrivare i propri dollari in Russia?
Non credo sia fantascienza pensare ad un'alleanza Russia-Cina contrastata in Asia da quella Usa-India.Il rischio è che l'ago della bilancia non sia l'UE ma i Paesi arabi
Ma ti rendi conto quanto sia fuori luogo questo ultimo post. Stiamo parlando di estensione di potenza non di alleanze. Del ruolo dell'Europa come catalizzatore dell'ex-impero russo e non come ago della bilancia nel confronto USA-Russia. Perchè poi i paesi arabi, quando hai appena detto di un'alleanza basata sulle risorse energetiche russe. Si si, poi alleanza USA-India, sicuro, guarda che non è Risiko!!!
Innanzitutto ad ogni espansione di potenza succedono alleanze di difesa. Di seguito: le risorse energetiche arabe potrebbero essere un'alternativa a quelle russe per la Cina, motivo per cui il ruolo della Lega Araba appare più significativo di quello dell'UE. Si suggerisce infine la lettura degli accordi militari Usa-India.
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