Intro
Banchieri, imprenditori, finanzieri, immobiliaristi, grandi fondi internazionali, consulenti, enti locali e politici: sono molti gli eserciti in guerra per il controllo degli aeroporti. Qualcuno dei concorrenti ha pescato la cartaobiettivo che per vincere, invece della conquista di 18 o 24 territori, impone di distruggere l'aramta avversaria. Ne sa qualcosa la famiglia Romiti: tutto è iniziato con la loro avanzata tra gli aeroplani, tutto ruota oggi attorno alla loro estromissione dal gioco. Il concetto è chiaro: meglio una bella fusione, per esempio tra Roma e Milano, che una perenne battaglia di campanile. Chi ci ha pensato prima di tutti è Mediobanca. Ma non è più l'unica squadra ad avere nell'album dei progetti l'asse tra Malpensa e Fiumicino: a ribaltare alleanze e schieramenti adesso è scesa in campo Intesa Sanpaolo.
Rewind
Estate 1999. Scade il termine per la privatizzazione della Aeroporti di Roma (Adr). L'Iri vuol vendere il 54,2% della società che gestisce gli scali di Fiumicino e di Ciampino. Si fa avanti anche Cesare Romiti con la holding Gemina, salotto buono dell'epoca: i suoi azionisti sono quasi in fotocopia quelli della controllata Hdp, cui fa capo Rcs, di cui Romitone è il presidente, suo figlio Maurizio è l'A.D. di Hdp, l'altro figlio Piergiorgo guida Gemina. Tutto in famiglia, ma con la regia di Mediobanca. Romiti è l'ultima carta di Cuccia (morirà l'anno dopo) per realizzare il progetto Poseidon: la fusione tra Adr e Sea, la società che gestisce Linate e l'hub appena (mal)inaugurato Malpensa, anch'essa publica perchè del comune di Milano. Il sindaco Gabriele Albertini, dopo aver trattato per mesi gli aspetti politici con il collega romano Francesco Rutelli si arrende. Non solo, il governo D'Alema impedisce alla Sea in quanto soggetto pubblico di comprare più del 2% di Adr. Albertini va sconsolato da Cuccia. Si passa cosi dal matrimonio concordato alla triangolazione: Romiti compra Adr, Albertini nomina Giorgio Fossa a capo della Sae, Fossa porta in dote a Romiti gli aeroporti milanesi. I due, Albertini e Fossa, devono al vecchio leone (ex presidente Fiat) gran parte delle rispettive carriere. Vanno in buca solo le prime due fasi, la forza dei localismio manda all'aria le nozze Fiumicino-Malpensa. Il piano prevedeva la creazione della Aeroporti d'Italia: il Comune di Milano avrebbe avuto il 30%, al pari dell'Iri. Il resto sarebbe andato ai privati (Romiti) e in Borsa, ma col tempo gli azionisti pubblici avrebbero dovuto cedere le loro quote. Il progetto Poseidon era un'operazione che sarebbe avvenuta senza debiti, avrebbe permesso di chiudere la competizione Milano-Roma e razionalizzato gli investimenti. Aggregazione e italianità: un binomio che va molto di moda. La cordata ideata da Mediobanca, con capofila Gemina e soci Falck,Impregilo e la Italpetroli di Franco Sensi, batte i tre raggruppamenti formati da Cir-Banca di Roma-Baa, da Benetton-Pirelli-Caltagirone-Sanpaolo Imi e dagli aeroporti stranieri Francoforte e Amsterdam (l'olandese Klm in quel momento era partner di Alitalia). A fine novembre 2000 (con Mediobanca ed il capitalismo dello zerovirgola già orfani di Cuccia) Romiti insiste: "Presto Aeroporti di Roma e Sae potrebbero avviarsi verso un'integrazione". Quale? Se la Sea non può comprare Adr, allora Adr comprerà la Sea. Anche questa volta il piano fallisce". Intanto una new entry si affaccia sul panorama aeroportuale italiano: gli australiani rappresentati dal ricchissimo fondo Macquarie. I co-protagonisti delle vicende attuali. "Stanchi e delusi di stare afflosciati nella saletta vip di Fiumicino, pur avendo a carico il 44% di Adr, oggi mostrano i muscoli e puntano a prendersi il banco, sbattendo fuori i Benetton e la Clessidra di Claudio Sposito, forse ripescando i Romiti, nel frattempo spinti all'angolo (o fuori dal ring) dalla nuova Mediobanca e dall'arrembante Nord-est.
Play
I grattacapi magiori arriveranno proprio dal Veneto: dalla famiglia Benetton, che nel frattempo ha costituito la Aeroporti Holding, e dalla Save, cui fa capo il Marco Polo di Venezia. La manovra è concepita nel 2005 lungo il triangolo Milano(Mediobanca) - Venezia - Trieste(Generali) e punta a scardinare gli equilibri in Gemina, roccaforte dei Romiti: Marchi (a capo di Save) rastrella titoli della holding, cui fa capo Adr, fino a salire al 12%, con l'appoggio non ufficiale di Mediobanca e Generali (peraltro, azionista della Save). La famiglia Addams (definizione di Diego Della Valle, che cavalca con successo l'emarginazione di Cesare e Maurizio da Rcs) respinge gli attacchi alleandosi con ai Beneton ed a Sposito, ai quali (credendo di poterli governare meglio) apre perfino la cassaforte di famiglia Miotir. Un errore tattico." Adesso li stanno cacciando anche da Gemina. Romiti accusa Sposito ma il suo obiettivo è un altro: Mediobanca. Per questo adesso i Romiti cercano di flirtare con gli australiani: "Lo scontro con il socio Macquarie è dovuto agli azionisti di Gemina: con Macquarie siamo sempre andati d'accordo e abbiamo condiviso grando strategie". Lo scopo non è irretire gli australiani ma scagliargli contro Gemina. E quale metodo migliore per alzare il tono della battaglia se non quello di cercare l'Intesa Sanpaolo di Giovanni Bazoli e Corrado Passera? Macquarie ed Intesa si sono prese al volo. Primo perchè alla banca non va giù la fusione Unicredit-Capitalia (azionista di Gemina) che rischia didominare su Mediobanca e Generali (azionista e alleata di Intesa), entrambe azioniste di Gemina. Secondo perchè c'è in ballo la privatizzazione di Alitalia e, uscito di scena il fondo americano Tpg che correva con Mediobanca, in gara rimangono solo la russa Aeroflot sostenuta da Unicredit e l'Air One di Carlo Toto, di cui Intesa è il supporter finanziario. Mediobanca ha subito capito l'antifona: Macquarie (con l'aiuto di Intesa) invece di abttersi a duello per conquistare la Aeroporti di Roma potrebbe entrare direttamente al piano superiore scalando Gemina con un'Opa. Un salto da canguro in grado di scuotere gli uffici di Mediobanca. Non solo rischierebbe di rimettere in gioco i Romiti. Non solo sarebbe la prima breccia nei castelli dei patti di sindacato. Se Bazoli dovesse conquistare gli scali di Fiumicino e Malpensa e contemporaneamente vincere la gara Alitalia, altro che progetto Poseidon, altro che triangolazioni sottobanco: il radar segnalerà piuttosto una bella fusione Adr-Sea-Alitalia-AirOne. Aeroporti e aerei sotto la stessa ala bancaria protettrice. Il problema a quel punto sarà non restare intrappolati al Terminal Intesa.
Stop
Questo timore è il motivo dell'offerta da più di 1,2 mld di euro avanzata da Gemina (leggi Sposito,Mediobanca e a ruota Benetton) per liquidare la partecipazione degli australiani. Macquarie aveva pagato 480 milioni per il pacchetto acquistato nel 2003. Quanto al finanziamento , l'ipotesi ritenuta più credibile è quella di un aumento di capitale e di un finanziamento: da caricare interamente a leva Gemina per un importo vicino alla sua capitalizzazione, xosa che creerebbe degli squilibri. Necessari a cacciare i Romiti.
venerdì 22 giugno 2007
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento